miércoles, 10 de febrero de 2016

DRUNKEN MESSENGER: ITALIAN MAGGIO

These excerpts are from a maggio or folk play of anonymous author.

SINIBALDO, al cancelliero 
Cancellier, qua ti presenti.
CANCELLIERE
Vice re, cosa comanda?
SINIBALDO
Tutto al re descrivi e manda
un corrier dei più valenti.
Parte. 
CANCELLIERE, al coriero 
Tien, corrier, cammina e porta
al sovran quest’ambasciata
dentro lettera chiavata,
ma la via prendi più corta.
Partono.
Strada. La madre del re e corriero.
REGINA
Uhi corrier, al fin del giorno
dove vai di posta a volo?
CORRIERO
Me ne vo dal tuo figliolo 
di cui nato è un figlio adorno.
REGINA
Ferma e scendi qui stasera:
puoi restar presso il convento,
per cagion che a tradimento
non ti uccida qualche fiera.
scritta e cambiata la lettera
Va’, corrier, su su, va’ via:
tempo è ormai, corri di trotto.
CORRIERO
Madre, sì, parto di botto;
la ringrazio, ella ben stia.
REGINA
Nel ritorno farai motto,
al convento mangerai,
beverai, riposerai
ed avrai mancia e biscotto.
Partono.

Corriero giunto al convento e la madre. 
REGINA
O corriero, ben tornato!
Cosa n’è del mio figliolo?
CORRIERO
L’ho lasciato in pianto e duolo,
tutto afflitto e sconsolato.
REGINA
Tien la mancia, mangia e bevi
e riposati se vuoi,
ma più presto che tu puoi,
perché presto partir devi.
cambiata la lettera
Su, su, presto, non dormire!
Corri, porta l’imbasciata.
CORRIERO
Vo’ mangiar questa boccata.
REGINA
No, che è tempo di partire.

RE, letta la lettera 
Ahimè, che meno vengo!
Ahi, che orrendo tradimento!
Lacerar il cor mi sento!
Ahi, dolore, oh Dio, mi svengo!
al corriero 
Di’, corrier, parla sincero:
ti fermasti in alcun loco?
CORRIERO
Sì, signor, per qualche poco 
mi fermai nel monastero.
RE, ai baroni 
Basta, basta, ho già capito,
qua ciascun mio cavaliero!
Ferro e foco al monastero
dove sta chi mi ha tradito.

RE
Nel passar da quel convento
il corriero fu chiamato:
ei dal vino addormentato,
ella fece il tradimento.
Poiché presa la scrittura
che il corriero in tasca avea
ed a quel che ci dicea
scrisse contro addirittura.



CORRIERE
Troppo incomodo, o regina,
potrei dar nel trattenermi.
REGINA
Niente affatto, qui ti fermi
e riparti domattina.
Siedi; stanco esser tu dei,
di ristor bisogno avrai.
CORRIERE
Mia regina, quanto mai
gentilissima tu sei.
REGINA
Mangia, bevi e riposare
fino all’alba qui potrai,
indi poi riprenderai
(Il corriere si convince a rimanere mentre la vecchia gli dà a bere il vino alloppiato e il corriere si addormenta; lei approfitta del sonno, gli toglie la lettera e gliela cambia, poi risvegliandolo dice...)
Or che dorme mi sia dato
questa lettera cambiare
e così falsificare
la notizia al figlio ingrato.
Corrier, presto va’ via,
perché l’ora è tarda assai;
quando poi ripasserai,
da me torna in cortesia.
A3 add. regina che alloppia il corriere ed indi gli prende la lettera e la rompe
A1 add. cambiamento di scena, A3 add. la regina scrive un’altra lettera al contrario e la rimette in tasca al corriere; il corriere alloppiato lo sveglia la regina, A5 A7 A8 A9 add. il corriere [corriero A5] s’addormenta [si addormenta A5] e la regina lo desta, A10 add. il corriero mangando si addormenta; la madre cambia la lettera e lo sveglia A6, qui ri ha luogo la stessa scena di prima 198,1 did. cambiata la lettera: dopo cambiata la lettera...197 did.


These excerpts are from another version of the same maggio, set in Castile. Alfonso is the messenger and Crelia is the queen. Her son is called Charles.
RE CARLO: RE CARLO, sposo di Uliva C3
ALFONSO, maggiordomo di re Carlo: ALFONZO, maggiordomo di Carlo C2 (ma nel seguito sarà ALFONSO), ALFONSO, generale C3, ALFONSO, capitano
CRELIA: CLELIA C3 C4 C5 (e così sempre)


(Alfonso passa al convento e vede Crelia.)
CRELIA
Dimmi, Alfonso, dove vai
così in fretta e così solo?
ALFONSO
Porto un plico al tuo figliolo:
a lui è nato un figlio adorno 
sull’aurora in questo giorno.
CRELIA
Io di questo ho gran piacere.
Vieni un poco a riposare,
io ti voglio ristorare:
il vïaggio è lungo assai
e bisogno tu ne avrai.
ALFONSO
Non ti voglio contraddire,
di accettare son contento.
CRELIA
Qui mi attendi un sol momento,
faccio presto a ritornare,
vettovaglie io vo’ portare.
Mangia e bevi a tuo piacere,
complimenti non hai da fare.
ALFONSO
Io ti voglio ringraziare.
CRELIA
Mangia fin che n’hai bisogno.
ALFONSO
Più che fame, ho tanto sonno.
(Alfonso alloppiato cade addormentato.)
CRELIA
Or che dorme così bene
il suo plico vo’ guardare
e se occorre ancor cambiare;
mio disegno è bene andato,
qui l’ha fatto passà’ il fato.
Sveglia, Alfonso!
ALFONSO
Cosa ho fatto?
Son rimasto addormentato!
CRELIA
Poco male questo è stato,
 io ti prego ripassare.
ALFONSO Io ti devo ringraziare. (Parte.)

(Crelia posteggia Alfonso)
CRELIA
Caro Alfonso, sei tornato.
ALFONSO
Son tornato, sì, regina.
CRELIA
C’è quest’aria frescolina,
ti fa male: entra qua dentro,
qua nel chiostro del convento.
Qui mi attendi un sol momento,
or ti porto da mangiare.
ALFONSO
Troppo incomodo mi pare,
son di nuovo a vostra mensa; 
io vi prego aver pazienza.
CRELIA
Bevi, Alfonso, e non temere
che domani sei alla corte.
ALFONSO
Mi disturba il sonno forte,
la stanchezza fa giacere.
CRELIA Dormi pure e non temere.
Già che dorme io vo’ vedere
la risposta che il re ha dato:
niente ora ha decretato
lo farà nel suo ritorno.
Cambierò lo scritto adorno.
ALFONSO
Devo aver troppo dormito.
CRELIA
A me invece poco pare.
ALFONSO
Io ti prego di scusare
il disturbo che ti ho dato.
CRELIA
Questo è niente, o Alfonso amato. (Partono)

ALFONSO
Quando al fronte io ne andai,
al re il plico in mano ho dato:
io lo vidi sì turbato.

RE CARLO
Più non vive mia consorte?
Son tradito, avversa sorte.
Ora, Alfonso, devi dire:
ti fermasti in nessun loco?
ALFONSO
Mio signor, mi fermai un poco
da tua madre là al convento.
RE CARLO
Or capisco il tradimento.
Alfonso... addormentato: si addormenta C2, Alfonso drogato cade addormentato... C3 C4 add.: Alfonso beve e cade addormentato, C5 add.: Alfonso beve e drogato per la seconda volta cade addormentato. Clelia ne approfitta per ricambiare il contenuto della lettera 128 did. C3 C4 C5 add.: Alfonso si risveglia


Altro momento di comicità, anche se attutita e quasi scomparsa in alcune versioni del maggio, è nell’episodio del Corriere che si è fermato al convento dalla regina madre: dopo che questa lo ha alloppiato e ha scambiato il messaggio, viene risvegliato bruscamente e ancora intontito se ne esce con una gag propria di colui che non capendo fraintende cosa gli si stia dicendo: “- Su, Corrier, più non dormire: / corri e porta l’ambasciata! / - Io mangiar questa frittata?”

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