Mostrando entradas con la etiqueta best illustrations so far. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta best illustrations so far. Mostrar todas las entradas

miércoles, 26 de febrero de 2025

LA REGINA DELLE NEVI, QUARTA STORIA - Lo Specchio-Cielo

TRADUZIONI POLITICAMENTE SCORRETTE

Notoriamente (per chi mi conosce) sono per il "Tradurre Senza Tradire" di Eco (ma vogliamo parlare della sua versione in Inglese a quattro mani de "Il Nome della Rosa"?), tanto più quando non ci si limita a tradire la poetica, il pensiero, lo stile di uno scrittore, ma la memoria di un popolo, e il patrimonio fiabesco è il più antico e autentico retaggio di qualsiasi popolo.

Anche per una rigida bigotta ideologica come me ci sono delle eccezioni. Ho il pudore di serbare le traduzioni politicamente scorrette in qualche anfratto. Sceglierò alcune da condividere.
Anticipo il criterio di selezione delle mie trasgressioni.

Ci si aspetterebbe che mi lanci sulle fiabe apertamente letterarie. Il tradimento sarebbe piccino picciò. Ma: 1) Mi interessano poco e niente. 2) Quelle che potrebbero interessarmi hanno avuto traduttori che ho amato e amo (v. Collodi e Masolino D'Amico). Non ho problemi con le fiabe della raccolta di Calvino. Non si può tradire un traditore. Ho già tradotto (fedelmente) alcune fiabe del Pitrè magistralmente banalizzate dal suddetto.

Le mie traduzioni traditrici saranno sempre accompagnate, se possibile, nelle apposite pagine, dai testi originali e affiancate o precedute dalle traduzioni canoniche.
**************************************


Quarta Storia. Il Principe e la Principessa.

In questo Regno, abita una Principessa straordinariamente intelligente: legge tutti i giornali che ci sono al mondo e poi li dimentica immediatamente, tanto è intelligente.


Giorni fa, mentre sedeva sul trono, il che, alla fin fine, non è una cosa molto divertente, si mise a canticchiare un vecchio ritornello che diceva così: 'Perché non dovrei sposarmi?'.
"Ecco, questa è proprio una buona idea!" esclamò, e le venne voglia di sposarsi, ma voleva un marito che sapesse conversare con spirito, non uno di quei tipi noiosissimi che se ne stanno lì impettiti, con l'aria d'essere gran personaggi. Allora riunì tutte le dame di Corte e, quando queste conobbero i suoi desideri, si rallegrarono con lei. 'Molto bene! - dissero - pensavamo proprio la stessa cosa.
L'indomani, i giornali uscirono bordati di cuori e con le iniziali della Principessa. Vi si poteva leggere che ogni giovane di bell'aspetto aveva facoltà di andare al castello e di parlare con la Principessa, e chi avesse mostrato di sentirsi completamente a suo agio e avesse conversato meglio di tutti sarebbe stato il prescelto! La gente accorse: che gran ressa e che folla! Ma nessuno ebbe successo, né il primo giorno, né il secondo. Tutti sapevano parlare bene quando erano per strada, ma, non appena oltrepassavano il portone del castello e vedevano le guardie dalle uniformi ricamate d'argento, e poi, su per gli scaloni, i valletti in livrea d'oro e i grandi saloni illuminati, allora si confondevano. Così, una volta davanti al trono dove sedeva la Principessa, non sapevano fare null'altro se non ripetere l'ultima parola che lei aveva detto, e alla Principessa, ovviamente, non interessava affatto riascoltarla! Era come - lì dentro - i pretendenti cadessero in letargo finché non uscivano di nuovo in strada, e allora ritrovavano la parola! C'era una fila che andava dalle porte della città fino al castello. Tutti avevano fame e sete, ma dal castello non ricevevano neppure un bicchiere d'acqua. Certo, qualcuno più intelligente s'era portato dei panini da casa, ma non li divise con i vicini perché pensava:' Se questo ha l'aria affamata, la Principessa non lo sceglierà di sicuro!'.
"Era fra tutti gli altri?"
Adesso ci arriviamo. Era il terzo giorno, quando arrivò una personcina senza cavallo né carrozza che marciò ardita verso il castello: i suoi occhi brillavano, aveva lunghi, bellissimi capelli, ma i suoi vestiti erano molto poveri.
Aveva un fagotto sulle spalle!
Quando arrivò al portone del castello e vide le guardie con le uniformi ricamate d'argento e, lungo gli scaloni, i valletti in abiti d'oro, non ne fu affatto intimidito; li salutò e disse:'Dev'essere noioso restare lì sulle scale, io preferisco entrare'. Le sale risplendevano illuminate da migliaia di candele, i Consiglieri e i Ministri camminavano a piedi nudi e recavano vassoi d'oro: c'era di che restare intimoriti! I suoi stivali scricchiolavano orribilmente, ma lui non se ne curava affatto!
Ah, sì, scricchiolavano, eccome se scricchiolavano! Ma lui se ne andò tranquillamente dalla Principessa, che sedeva su una perla grande come la ruota di un arcolaio; tutte le dame di Corte con le loro cameriere e con le cameriere delle cameriere, e tutti i cavalieri con i loro servitori e con i servitori dei servitori, che avevano con loro i paggi, se ne stavano impalati tutt'intorno, e, più erano vicini alla porta, più apparivano pieni di superbia. Il paggio del servitore dei servitori, che va sempre in giro in pantofole, non lo si poteva quasi guardare tanto se ne stava fiero vicino alla porta!
"Deve essere orribile! E lui? Ha poi sposato la Principessa?"
Deve aver parlato molto bene. Era proprio audace e affascinante: non era venuto per chiedere la mano della Principessa, ma solo per valutare la sua intelligenza, e la trovò rimarchevole, come lei trovò eccezionale lui.


"... far entrare nel castello?"
"... non avrà mai il permesso ufficiale di entrare nel castello."
"... là, vicino alle scale"
"... E qui c'è un panino per te. L'ha preso in cucina - ce n'è tanto di pane lì - ... Non è possibile che tu entri nel castello: ... le guardie vestite d'argento e i valletti vestiti d'oro non te lo permetterebbero, ma ..., ci riuscirai ugualmente. La mia fidanzata conosce un piccolo ingresso sul retro che conduce alla camera da letto, e lei sa dove prendere le chiavi."
Entrarono nel parco, poi, su per i grandi viali, dove le foglie cadevano una dopo l'altra, e, quando al castello le luci si spensero una dopo l'altra, ... condusse ...  ad una porticina sul retro che era socchiusa.
Ora si trovavano sulla scala. Su di una credenza brillava una piccola lampada. In mezzo al pavimento, ...
"Prendete la lampada, io vi precederò. Faremo il percorso più diretto, così non incontreremo nessuno."



CHRISTIAN BIRMINGHAM

"Mi sembra che qualcuno cammini proprio dietro di noi", Qualcosa passò di fianco fischiando: era come se sulle pareti scivolassero delle ombre, cavalli con criniere svolazzanti e zampe sottili, giovani cacciatori, dame e gentiluomini a cavallo.
"Sono solo sogni! Vengono a prendere i pensieri delle Loro Maestà per portarli a caccia, ed è un bene, perché così voi potrete osservarli meglio nei loro letti. Passando ad altro, spero che se arriverete a ottenere onori e riconoscimenti, mostrerete un cuore grato."
Poi entrarono nel primo salone, che era tappezzato di raso rosa a grandi fiori; i sogni li avevano oltrepassati e così in fretta che  non riuscì a scorgere gli augusti personaggi. I saloni erano uno più bello dell'altro, davvero c'era di che rimanere stupefatti!
... Ecco, adesso si trovavano nella camera da letto: il soffitto somigliava ad una grande palma con foglie di un vetro prezioso, e, in mezzo al pavimento, erano sospesi su di un grosso stelo d'oro due letti che sembravano gigli: uno era bianco e vi si trovava la Principessa; l'altro era rosso, ed era quello dove ...


 
VLADISLAV YERKO

Sollevò qualche petalo rosso e scorse una nuca bruna: ... . I sogni a cavallo fuggirono dal salone; il Principe si svegliò, voltò il capo...
... pur essendo anche lui giovane e bello. Dal letto bianco a forma di giglio fece capolino la Principessa e chiese che cosa stesse succedendo. 
"Oh, poverina!", esclamarono il Principe e la Principessa e lodarono ... assicurandole che non erano affatto in collera con loro, ma che naturalmente non avrebbero più dovuto omportarsi in quel modo. Per quell'unica volta avrebbero ricevuto una ricompensa.
"Volete volare via libere? - chiese la Principessa - Oppure volete un incarico fisso come ...  di Corte, con il diritto di mangiare tutto quello che avanza in cucina? "
Il Principe si alzò dal suo letto e vi fece dormire ..., di più non poteva fare.  ... e pensò: 'Quanti uomini ... di buon cuore esistono al mondo!'
Il giorno dopo, fu rivestita da capo a piedi di seta e di velluto, e le venne offerto di rimanere al castello e vivere fra gli agi, ma lei chiese solo una piccola carrozza con un cavallo ed un paio di stivaletti così da poter viaggiare di nuovo nel vasto mondo.

Le donarono un paio di stivaletti e un manicotto e abiti eleganti, e, giunto il momento della partenza, si fermò davanti al portone una carrozza di oro zecchino - con lo stemma del Principe e della Principessa - che riluceva come una stella; il postiglione, i servitori, e i valletti a cavallo - perché c'erano anche i valletti a cavallo! - avevano in testa corone d'oro. Il Principe e la Principessa aiutarono ... a montare in carrozza e le augurarono ogni bene. Nella carrozza trovarono croccanti di zucchero, e, sul sedile, frutta e panpepato.
"Addio! Addio!" gridarono il Principe e la Principessa,  ... Dopo le prime miglia, ... finché potè scorgere la carrozza, che luccicava come il sole.



Quinta Storia. La Figlioletta dei Briganti.


Viaggiavano attraverso il bosco oscuro, ma la carrozza riluceva come una fiamma e abbagliava gli occhi dei briganti appostati, che non riuscivano a reggerne lo splendore.
"Oro! E' oro!" gridarono, e corsero giù, incontro alla carrozza: presero i cavalli, uccisero il postiglione, i valletti e i servitori, ...




"Voglio andare in carrozza!"
...  montarono in carrozza e corsero, scavalcando sterpi e rovi, fino ad arrivare proprio nel folto del bosco. 
La carrozza si fermò in mezzo al cortile di un castello di briganti: era decrepito e completamente in rovina; corvi e cornacchie uscivano volando da tutti i pertugi, e dei grossi mastini, ognuno dei quali sembrava in grado di divorare un uomo, saltavano ma non abbaiavano perché era loro proibito.
Nella grande, vecchia sala annerita dal fumo, nel centro del pavimento di pietra, s'innalzava un gran fuoco; il fumo saliva verso il soffitto in cerca di una via d'uscita; in un grande pentolone cuoceva la zuppa, e sullo spiedo rosolavano conigli e lepri.
*******************************************

Settima Storia. Che Cosa Accadde in Seguito.

Ma ... le chiese del Principe e della Principessa.
"Sono all'estero", rispose la figlia dei briganti.





viernes, 30 de diciembre de 2022

TSQ-IV LIKE NEVER BEFORE!!!

 The edition of The Snow Queen I have wished for and will get for Wise Men's or 31st birthday gift this year, published by Edelvives here in Spain and by Albin Michel Jeunesse in its original France for both publishing companies' lineup or series of Illustrated Classics, has the GOAT (Greatest Of All Times) of Fourth Stories adapted directly from the source material. Illustrations by Aliocha Gouverneur with a really good-looking golden-haired Clever Princess and nutbrown-haired Dashing Prince in Slavic garb, robed in autumn leaves and precious gems (just overlook the mildly racist for our day ethnic manservant, anyway, they had ethnic servants for exotism at early modern royal courts!) accompany Louis Moland's 1873 public domain translation (from the Danish?) in the French edition published by Albin Michel Jeunesse, and a brand new (2022) translation by Alejandro Tobar in the Spanish edition published by Edelvives. Gouverneur is not only influenced by Slavic art, but also by Art Nouveau and Symbolism.

And thus, without further ado, may I introduce my favourite subplot told like never before!



Traduction de Louis Moland.
Garnier, 1873


La Reine des Neiges/4


QUATRIÈME HISTOIRE

PRINCE ET PRINCESSE





Dans le royaume où ... règne une princesse qui a de l’esprit comme un ange. C’est qu’elle a lu toutes les gazettes qui s’impriment dans l’univers, et surtout qu’elle a eu la sagesse d’oublier tout ce qu’elle y a lu. Dernièrement, elle était assise sur son trône, et par parenthèse il paraît qu’être assis sur un trône n’est pas aussi agréable qu’on le croit communément et ne suffit pas au bonheur. Pour se distraire, elle se mit à chanter une chanson : la chanson était par hasard celle qui a pour refrain

Pourquoi donc ne me marierai-je pas ?

«Mais en effet, se dit la princesse, pourquoi ne me marierai-je pas ? » Seulement il lui fallait un mari qui sût parler, causer, lui donner la réplique. Elle ne voulait pas de ces individus graves et prétentieux, ennuyeux et solennels. Au son du tambour, elle convoqua ses dames d’honneur et leur fit part de l’idée qui lui était venue. « C’est charmant, lui dirent-elles toutes ; c’est ce que nous nous disons tous les jours : pourquoi la princesse ne se marie-t-elle pas ?

Donc, les journaux du pays, bordés pour la circonstance d’une guirlande de cœurs enflammés entremêlés du chiffre de la princesse, annoncèrent que tous les jeunes gens d’une taille bien prise et d’une jolie figure pourraient se présenter au palais et venir deviser avec la princesse : celui d’entre eux qui causerait le mieux et montrerait l’esprit le plus aisé et le plus naturel, deviendrait l’époux de la princesse.
Oui, oui, c’est comme cela que les choses se passèrent ;

Les jeunes gens accoururent par centaines. Mais ils se faisaient renvoyer l’un après l’autre. Aussi longtemps qu’ils étaient dans la rue, hors du palais, ils babillaient comme des pies. Une fois entrés par la grande porte, entre la double haie des gardes chamarrés d’argent, ils perdaient leur assurance. Et quand des laquais, dont les habits étaient galonnés d’or, les conduisaient par l’escalier monumental dans les vastes salons, éclairés par des lustres nombreux, les pauvres garçons sentaient leurs idées s’embrouiller ; arrivés devant le trône où siégeait majestueusement la princesse, ils ne savaient plus rien dire, ils répétaient piteusement le dernier mot de ce que la princesse leur disait, ils balbutiaient. Ce n’était pas du tout l’affaire de la princesse.





On aurait dit que ces malheureux jeunes gens étaient tous ensorcelés et qu’un charme leur liait la langue. Une fois sortis du palais et de retour dans la rue, ils recouvraient l’usage de la parole et jasaient de plus belle.

Ce fut ainsi le premier et le second jour. Plus on en éconduisait, plus il en venait ; on eût dit qu’il en sortait de terre, tant l’affluence était grande. C’était une file depuis les portes de la ville jusqu’au palais.

Ceux qui attendaient leur tour dans la rue eurent le temps d’avoir faim et soif. Les plus avisés avaient apporté des provisions ; ils se gardaient bien de les partager avec leurs voisins : « Que leurs langues se dessèchent ! pensaient-ils ; comme cela ils ne pourront pas dire un mot à la princesse ! » 
Quand parut-il ? Était-il parmi la foule ?

Nous arrivons justement à lui. Le troisième jour on vit s’avancer un petit bonhomme qui marchait à pied. Beaucoup d’autres venaient à cheval ou en voiture et faisaient les beaux seigneurs. Il se dirigea d’un air gai vers le palais. Ses yeux brillaient. Il avait de beaux cheveux longs. Mais ses habits étaient assez pauvres.

Il portait sur son dos une petite valise…

La vérité, c'est qu'ayant atteint la porte du château, il ne fut nullement intimidé par les suisses, ni par les gardes aux uniformes brodés d’argent, ni par les laquais tous galonnés d’or. Lorsqu’on voulut le faire attendre au bas de l’escalier, il dit : « Merci, c’est trop ennuyeux de faire le pied de grue. » Il monta sans plus attendre et pénétra dans les salons illuminés de centaines de lustres. Il n’en fut pas ébloui. Là, il vit les ministres et les excellences qui, chaussés de pantoufles pour ne pas faire de bruit, encensaient le trône. Les bottes du jeune intrus craquaient affreusement. Tout le monde le regardait avec indignation. Il n’avait pas seulement l’air de s’en apercevoir.


Oui, elles faisaient un bruit diabolique. Lui, comme si de rien était, marcha bravement vers la princesse, qui était assise sur une perle énorme, grosse comme un coussin. Elle était entourée de ses dames d’honneur qui avaient avec elles leurs suivantes. Les chevaliers d’honneur faisaient cercle également : derrière eux se tenaient leurs domestiques, accompagnés de leurs grooms. C’étaient ces derniers qui avaient l’air le plus imposant et le plus rébarbatif. Le jeune homme ne fit même pas attention à eux.
— Ce devait pourtant être terrible que de s’avancer au milieu de tout ce beau monde !  Mais finalement il a donc épousé la princesse ?

Il parla aussi spirituellement... ... comment l’entrevue se passa. Le nouveau venu fut gai, aimable, gracieux. Il était d’autant plus à l’aise qu’il n’était pas venu dans l’intention d’épouser la princesse, mais pour vérifier seulement si elle avait autant d’esprit qu’on le disait. Il la trouva charmante, et elle le trouva à son goût.
Écoute, ne pourrais-tu pas m’introduire au palais ?

 ... dans les beaux appartements du palais.

 Eh bien ! allons, le château n’est pas loin ; à la grille. »

 le petit pain que voici, il l’a pris à l’office où il y a tant et tant de pains, ... Quant à entrer au palais, il n’y faut pas penser :  Les gardes chamarrés d’argent, les laquais vêtus de brocart ne le souffriraient pas. C’est impossible. ... un escalier dérobé par où l’on arrive à la chambre nuptiale, et où en trouver la clef. »

dans le parc par la grande allée, et de même que les feuilles des arbres tombaient l’une après l’autre, de même, sur la façade du palais les lumières s’éteignirent l’une après l’autre. à une porte basse qui était entre-bâillée.

... s’avançait dans l’ombre furtivement. ... était bien là. ... Le signalement donné ... ne ...  paraissait pas applicable à un autre.  Les yeux vifs et intelligents, les beaux cheveux longs, la langue déliée et bien pendue, comme on dit, tout ... désignait ...

... montèrent l’escalier. En haut se trouvait une petite lampe allumée sur un meuble. ... était sur le sol, ...

On voyait, en effet, se dessiner sur la muraille des ombres de chevaux en crinières flottantes, aux jambes maigres, tout un équipage de chasse, des cavaliers et des dames sur les chevaux galopants.

« Ce sont des fantômes  ; ils viennent chercher les pensées de Leurs Altesses pour les mener à la chasse folle des rêves. Cela n’en vaut que mieux. Le prince et la princesse se réveilleront moins aisément, et on aura le temps de les mieux considérer. 

dans une première salle, dont les murs étaient tendus de satin rose brodé de fleurs. Les Rêves y passèrent, s’en revenant au galop, mais si vite, qu'on n’eut pas le temps de voir les pensées de Leurs Altesses, qu’ils emmenaient. Puis dans une autre salle, puis dans une troisième, l’une plus magnifique que l’autre. Oui, certes, il y avait de quoi perdre sa présence d’esprit en voyant ce luxe prodigieux.

Les voici enfin dans la chambre à coucher. Le plafond en cristal formait une large couronne de feuilles de palmier. Au milieu s’élevait une grosse tige d’or massif, qui portait deux lits semblables à des fleurs de lis : l’un blanc, où reposait la princesse ; l’autre couleur de feu, où reposait le prince. On releva une des feuilles jaune-rouge, qu’on rabaissait le soir ; on vit la nuque du dormeur, dont les bras cachaient le visage. cette nuque légèrement brune, ... tenant la lampe en avant pour qu’il ... vît en ouvrant les yeuxLes fantômes du rêve arrivèrent au triple galop, ramenant l’esprit du jeune prince. Il s’éveilla, tourna la tête.


Le prince ne laissait pourtant pas d’être un joli garçon. Voilà que la princesse avança sa gentille figure sous les feuilles de lis blanches, et demanda qui était là. « Pauvre petite ! » firent le prince et la princesse attendris. Et ils complimentèrent les deux braves bêtes, les assurèrent qu’ils n’étaient pas fâchés de ce qu’elles avaient fait contre toutes les règles de l’étiquette ; mais leur disant qu’elles ne devaient pas recommencer. Ils leur promirent même une récompense : « Voulez-vous un vieux clocher où vous habiterez toutes seules, ou préférez-vous être élevées à la dignité de corneilles de la chambre, qui vous donnera droit sur tous les restes de la table ? »


Le prince sortit de son lit et y laissa reposer. C’est tout ce qu’il pouvait faire pour elle. ... avec gratitude, «... que les hommes ... ont de la bonté pour ... ! » 
Le lendemain on l’habilla, de la tête aux pieds, de velours et de soie. La princesse lui proposa de rester au château, pour y passer sa vie au milieu des fêtes. ... n’eut garde d’accepter ; elle demanda une petite voiture avec un cheval, et une paire de bottines, pour reprendre son voyage à travers le monde, à la recherche ....
Elle reçut de jolies bottines, et de plus un manchon. Lorsqu’elle fut au moment de partir, elle trouva dans la cour un carrosse neuf, tout en or, armorié aux armes du prince et de la princesse. Les coussins étaient rembourrés de biscuits ; la caisse était remplie de fruits et de pain d’épice. Le cocher, le groom et le piqueur, car il y avait aussi un piqueur, avaient des costumes brodés d’or et une couronne d’or sur la tête.



Le prince et la princesse aidèrent eux-mêmes à monter en voiture et lui souhaitèrent tout le bonheur possible. 
« Adieu, adieu, mignonne ! » dirent le prince et la princesse. Bientôt on eut fait trois lieues.


... le carrosse, qui brillait comme un vrai soleil.
............................................................................................................................

CINQUIÈME HISTOIRE

LA PETITE FILLE DES BRIGANDS





On arriva dans une forêt sombre ; mais on y voyait très clair à la lueur que jetait le carrosse. Cette lumière attira une bande de brigands, qui se précipitèrent comme les mouches autour de la flamme : « Voilà de l’or, de l’or pur ! » s’écriaient-ils, et ils saisirent les chevaux, tuèrent cocher, groom et piqueur ...
« Je veux entrer dans la voiture, » dit la petite fille des brigands ; et il fallut se prêter à son caprice, car elle était gâtée et entêtée .... et on s’avança dans les profondeurs de la forêt. 
On marchait toujours. Enfin la voiture s’arrêta : on était dans la cour d’un vieux château à moitié en ruine, qui servait de repaire aux bandits. À leur entrée, des vols de nombreux corbeaux s’envolèrent avec de longs croassements.
...
Dans la grande salle toute délabrée brûlait sur les dalles un grand feu ; la fumée s’élevait au plafond et s’échappait par où elle pouvait. Sur le feu bouillait un grand chaudron avec la soupe ; des lièvres et des lapins rôtissaient à la broche.

.........................................................................................................

SEPTIÈME HISTOIRE

LE PALAIS DE LA REINE DES NEIGES


Tout-à-coup, ... aperçut sur un cheval magnifique qu’elle reconnut (c’était celui qui était attelé au carrosse d’or), une jeune fille coiffée d’un bonnet rouge. Dans les fontes de la selle étaient des pistolets. C’était la petite brigande. Elle en avait eu assez de la vie de la forêt. Elle était partie pour le Nord, avec le projet, si elle ne s’y plaisait pas, de visiter les autres contrées de l’univers.
...
 ... demanda ce qu’étaient devenus le prince et la princesse. « Ils voyagent à l’étranger, » répondit la fille des brigands.




------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



Traducción de Alejandro Tobar (Fragmentos)




CUARTA HISTORIA
PRÍNCIPE Y PRINCESA


En este reino en que nos encontramos vive una princesa con una inteligencia formidable, formidable hasta el punto de que ha leído todos los periódicos del mundo y los ha vuelto a olvidar: así de lista es. Al parecer, estaba hace poco sentada en el trono, lo cual es bastante aburrido, cuando de pronto se puso a tararear una canción, ésta: "¿Y si decidiera casarme? Sí, ¿por qué no?" Y con la misma se empeñó en la idea, pero debía ser con un hombre que supiera qué responder cada vez que ella le hablara, alguien que fuera algo más que una percha de buen porte, porque no hay nada más aburrido. Así pues, la princesa convocó a todas las damas de la corte, y éstas, al conocer las intenciones de la princesa, se alegraron.
"¡Qué bien!" dijeron. "A mí también se me ocurrió no hace mucho".
... (Tobar traduce "navnetræk" como "el monograma" donde Moland tiene "le chiffre")


Se presentaron muchos candidatos, se produjeron carreras y aglomeraciones, pero no hubo suerte ni el primer ni el segundo día. Fuera, en la calle, todos sabían hablar muy bien, pero tan pronto como atravesaban la puerta del palacio y veían a los guardias vestidos con uniformes plateados y, apostados en los escalones, a los lacayos con trajes dorados, y grandes y luminosos salones, uno tras otro se azoraban; una vez delante del trono en donde se hallaba la princesa, tan solo eran capaces de pronunciar la última palabra dicha por ella, cosa que ella no tenía ningún interés en volver a escuchar. Era como si ... se hubieran amodorrado, un efecto que no cesaba hasta que regresaban a la calle; entonces sí, volvían a expresarse sin ningún problema.
...
Fue al tercer día cuando se presentó en el lugar una personita sin montura ni carro, quien con andar ufano se dirigió al palacio. Sus ojos brillaban ... y su pelo era largo y hermoso, ¡pero su ropa lucía ajada!
¡Llevaba un pequeño fardo a la espalda!
...
Debió de expresarse ... bien ... Se mostró galante y apuesto, pero no se había presentado para postularse como pretendiente, sino simplemente para gozar de la inteligencia de la princesa, ¡y vaya si lo hizo!, al igual que ella gozó de la de él.

...
Él se despertó, volvió la cabeza...
...
Era joven y guapo.
...
"¡Qué buenos son los seres humanos ... !"
...
Los estandartes del príncipe y la princesa brillaban igual que una estrella. Cochero, criados y postillones (incluso había postillones) lucían coronas de oro.
El príncipe y la princesa ... ayudaron a subir al vehículo y ... desearon la mejor de las suertes.
...
El interior del carruaje estaba forrado por rosquillas de azúcar y en los asientos había frutas y galletas de repostería.
---¡Adiós, adiós! ---gritaban el príncipe y la princesa.



QUINTA HISTORIA

LA PEQUEÑA BANDOLERA


Atravesaron el corazón del oscuro bosque, y el carruaje centelleaba como una antorcha capaz de herir los ojos de los salteadores de caminos, de tal manera que no podían soportarlo.
---¡Es oro! ¡Es oro! ---gritaron los bandoleros, que arremetieron contra el vehículo, frenaron los caballos, acabaron con la vida de postillones, cochero y criados ...



SÉPTIMA HISTORIA
LO QUE SUCEDIÓ ANTES Y DESPUÉS EN EL PALACIO DE LA REINA DE LAS NIEVES 


... el bosque mostró sus primeros brotes verdes y de estos surgió un hermoso corcel que ... (el mismo que había tirado de la carroza de oro), montado por una joven con un gorro rojo en la cabeza y pistolas al cinto. Se trataba de la pequeña bandolera, quien, aburrida de estar en casa, había puesto rumbo al norte, y, si por acaso no quedaba satisfecha, quizá luego a otras regiones.
...
Pero ... la interrumpió al ... preguntarle por el príncipe y la princesa.
---¡Se han ido de viaje al extranjero! ---contestó la joven bandolera.